La Necropoli

Via Luigi Pirandello, Taormina

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La Necropoli, la cui tradizionale denominazione “Tombe saracene”, probabilmente dovuta a Francesco Scorso, erudita gesuita del XVII secolo, è situata lungo la Via Pirandello, tra il Convento di Santa Maria di Gesù e la Chiesa di San Pietro.

Gli scavi realizzati dalla Soprintendenza di Messina nel 1996 hanno confermato che questi loculi fanno parte di una vasta area cimiteriale compresa tra lo strapiombo del Belvedere e lo sperone roccioso posto a Nord-Ovest della Chiesa di San Pietro, utilizzata presumibilmente a partire dal III secolo d.C. fino al tardo Medioevo.

Si tratta di tombe a loculo per sepolture a inumazione, in file sovrapposte e regolari all'interno di strutture murarie. Le epigrafi e alcune monete ritrovate durante i lavori di scavo hanno permesso agli archeologi di datare il complesso cimiteriale in un arco di tempo che va dall’età proto-bizantina al periodo tardo medievale e, quindi, non riconducibile alla dominazione araba ma ad un periodo storico in cui Taormina fu sede di una delle più antiche comunità cristiane della Sicilia.

Questo complesso funerario è stato realizzato con diversi materiali, come pietre informi, blocchetti di calcare locali e spezzoni di tegole. Sul lato corto, di forma rettangolare, i loculi presentano un'apertura di m 0.60 x 0.80 che veniva chiusa con una muratura del tutto identica a quella del resto della costruzione. Lo spazio interno, interamente rivestito da una malta spessa e tenace, è di forma rettangolare con copertura a volta con arco parabolico, invisibile dall'esterno.

I nuclei attualmente visibili sono tre: il primo ospita in orizzontale 31 loculi per un massimo leggibile di tre ordini, il secondo e il terzo sono stati in gran parte distrutti alla fine dell'Ottocento in occasione dei lavori di ampliamento e sistemazione. Di questi rimane attualmente la parte di fondo, parte dei setti divisori dei loculi e parte delle volte a botte di copertura. I due nuclei sono separati l'uno dall'altro attraverso una stretta intercapedine le cui pareti sono rivestite da malta idraulica. I tre nuclei, pur essendo parte dello stesso progetto costruttivo, mostrano differenze nei materiali impiegati e nelle modalità di messa in opera. La muratura del secondo e del terzo nucleo presenta pietrame informe, la totale assenza di laterizi e frammenti di tegole piane e, a differenza del primo, le volte con arco a tutto sesto evidenziano l'impiego di pietra lavica.